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Come ottenere più fiducia e senso di protezione. Qualche suggerimento per riattivare la nostra capacità di rilassarci

Come ottenere più fiducia e senso di protezione. Qualche suggerimento per riattivare la nostra capacità di rilassarci

Conosci la sensazione di trattenere il respiro e i muscoli del tuo corpo in continuazione? Come se non ti potessi lasciare andare e tutto dovesse essere affrontato all’insegna dello stress? Con i piedi ci si aggrappa alla terra quando si sta in piedi, forse si accavallano le gambe tenendole strette mentre si lavora al computer; e la mascella, la nuca e le spalle sono sempre tese. Ogni compito da affrontare porta immediatamente in una specie di agitazione e ci si sente velocemente oberati.

Questo è l’atteggiamento con cui io ho affrontato il mio quotidiano per molto tempo, in un misto fra stress durante le mie fasi di attività e l’incapacità di rilassarmi durante i momenti di riposo, a causa dell’irrequietezza che affiorava da dentro. Il tutto era più o meno inconscio e ne sono diventata consapevole quando ho cominciato sempre di più a guardarmi dentro, a percepire me stessa e il mio corpo.

Ho trascorso molto tempo a studiare e leggere da cosa nasce questa sorta di ansia continua. Alcuni psicologi sostengono che possa essere dovuta ad esperienze traumatiche nei primi tre anni della nostra vita, a causa di misure educative quali lasciare piangere, non prendere in braccio, l’incapacità dei nostri genitori di accettare e accogliere le nostre emozioni negative quali frustrazione, paura, stress, rabbia. È stato inoltre dimostrato che i traumi e le ansie dei genitori si possono ereditare, quindi anche questo potrebbe essere una spiegazione. Io tuttavia ho sempre creduto di avere avuto un’infanzia felice e genitori amorevoli. E la mia convinzione è attualmente che questo atteggiamento nei confronti della vita non si “impara” soltanto in famiglia, ma anche durante la nostra fase di socializzazione, soprattutto a scuola e poi più tardi sul lavoro.

La nostra razionalità ha bisogno di cercare le cause e di analizzare i fenomeni, spesso dunque si tende a rinvangare nel passato per capire da cosa scaturiscono i nostri problemi. Questo è più che legittimo. Tuttavia, ciò che è ancora più importante, è prendere atto dei propri sintomi e mettere in pratica delle contromisure per aumentare il proprio benessere, nel “qui e ora”. E questo è possibile!

Il problema alla base è che quando un comportamento e un atteggiamento mentale viene “allenato” per anni, diventa un riflesso condizionato. Il corpo ha imparato ad affrontare la vita in questo modo. È come se avesse assorbito quest’ansia nelle sue cellule. Dal punto di vista neurologico vuol dire tenere molto più attivo il sistema nervoso simpatico che ha una funzione eccitante e contraente, e prepara l’organismo di fronte al pericolo. Fra i sintomi che possono emergere vi sono: aumento della frequenza cardiaca, rallentamento delle funzioni digestive, produzione di adrenalina e dell’ormone dello stress, il cortisolo, da parte delle ghiandole surrenali.

Ma come fare a prendere delle contromisure? A riportare il corpo in una situazione di relax, ad imparare ad affrontare la vita con più calma, con un senso di pace interiore e serenità?

Il nostro scopo è quello di aumentare le pratiche che stimolino il sistema nervoso parasimpatico, il quale ha la funzione di riportare il corpo alla quiete e al riposo, per favorire la digestione e immagazzinare energia. Insomma per la nostra cultura votata alla perenne attività, una funzione quasi inammissibile.:-) Eppure di vitale importanza, nel vero senso del termine.

Ci sono tante pratiche che mi aiutano a rientrare in uno stato di calma. E una di queste è banalmente sedersi sul divano con una coperta ed una borsa calda (magari non troppo calda :-)) tra la mia schiena e il divano, all’altezza dei reni. Così rilassante!

Un toccasana per stimolare il sistema parasimpatico è il cosiddetto Yin Yoga. Lo conosci? Esistono tantissimi corsi validi su youtube. È una pratica che consiste in una serie di posizioni tenute per lungo tempo. Vengono utilizzati cuscini, coperte e blocchi (supporti dello yoga) per attutire lo stretch ed evitare sensazioni di dolore intenso, in modo da permettere al corpo di entrare in uno stato profondo di relax e alla mente di distendersi. Meraviglioso!

Devo ammettere che a volte non è facile cercare di rilassarsi se si è molto tesi. Un esercizio che in questo caso aiuta è orientarsi nello spazio. Quando il sistema nervoso simpatico è eccessivamente attivo, viene segnalato al corpo un pericolo, come se ci fosse una belva feroce nei paraggi. Il fatto di ri-orientarsi nello spazio, ovvero guardarsi letteralmente attorno con il proprio sguardo nella stanza in cui ci si trova, segnala al corpo la mancanza di un reale pericolo attuale. La reazione spesso è un sospiro di sollievo involontario. Provare per credere. 🙂

Accettare il fatto di non riuscire a rilassarsi subito e lasciare spazio alle transizioni fra uno stato di tensione e di quiete, può aiutare nel nostro intento di calmarci. Quindi se si è molto tesi, sarà difficile passare subito ad una meditazione. Si possono tuttavia fare dei rituali di transizione: guardare per prima cosa fuori dalla finestra, cuocersi una tisana, fare una passeggiata, e poi lentamente dedicarsi a ciò che rilassa (meditazione, distendersi sul divano e così via..).

In ultimo per ottenere maggiore senso di protezione e sicurezza, prova a connetterti con la tua anima. Oggi, mentre meditavo ed ero collegata con me stessa, è affiorato un invito venuto da dentro che diceva: “vuoi fidarti profondamente della vita?” Wow, immediatamente i miei muscoli si sono sciolti, sono riuscita a rilassarmi e a sentire di nuovo il flusso e l’energia vitale scorrere dentro di me.

Spero con questo articolo di averti potuto dare degli spunti di riflessione e dei suggerimenti per ottenere maggiore relax e fiducia nei confronti della vita. Se ti va, scrivimi un commento e se ti è piaciuto, condividilo con i tuoi amici!

Attenzione!: questo articolo blog non è una consulenza medica o psicologica!
Come parte del mio lavoro come blogger e coach, mi sono occupata ampiamente di queste tematiche, posso fornire delle strategie e ispirazioni in base alla mia esperienza, ma non sono né una psicologa né un medico. Di conseguenza, non posso assumermi alcuna responsabilità per la completezza dei contenuti forniti.

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