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Come affrontare il critico interiore

Come affrontare il critico interiore

Tutti la conosciamo. Per alcuni è più forte, per altri meno: la voce del critico interiore. La maggior parte delle persone parlano con loro stesse in un tono e con una cattiveria che non userebbero mai con nessun altro. Anche per me ci sono voluti anni di esercizio di amore per se stessi per calmare la voce del critico interiore e farla diventare più gentile. E ancora a volte, mi capita di non sapere riconoscere un complimento, oppure di non riuscire a essere orgogliosa di ciò che ho fatto (atteggiamento tipico di chi si critica molto 🙂 ). Ma niente paura con l’esercizio e con un atteggiamento consapevole è possibile cominciare a essere gentili con se stessi e anche, sì perché no, orgogliosi e sicuri di sé, nel senso più positivo dell’espressione. La cosa importante da capire è che la voce del critico interiore gioca un ruolo fondamentale nel modo in cui ci sentiamo e soprattutto su come agiamo nel mondo. Il critico interiore può davvero distruggere dei sogni, e nel caso in cui prenda il sopravvento, ad esempio durante una depressione, può diventare devastante. Per questa ragione è importante confrontarsi con questo tema, prendere consapevolezza di come parliamo con noi stessi e cercare di addolcire questa voce. L’effetto secondario positivo sarà che diventando più amorevole con te stessa, sarai anche meno critica con gli altri.

Cosa è il critico interiore?

È quella parte di te che ogni volta che vuoi cominciare qualcosa di nuovo ti dice in maniera poco gentile: „Ma dove devi andare?”. Oppure: “Chi sei tu per dire/fare/insegnare questo?” Oppure: „Non ce la farai mai a ottenere x/y/z. Non ce l’hai mai fatta, non ce la farai neanche questa volta.”

Il critico interiore può commentare il tuo aspetto fisico ogni volta che vai a fare shopping o che ti guardi allo specchio, suggerendoti che non sei bella abbastanza, che non ti sta bene niente e che tutte sono più belle/magre/smart di te. Può commentare il tuo insuccesso nella vita facendoti notare, che gli altri hanno ottenuto molte più cose, molto prima di te. E così via. Sono sicura che questa voce ti è in qualche modo familiare e che, così come accade nella maggior parte di noi, parli o abbia parlato molto nella tua testa.

Da dove viene questa voce interiore che ti critica?

Io sono convinta del fatto che nessun bambino al mondo sia nato con questa voce. Infatti, ciascun essere umano nasce con un genuino e salutare senso di sé, che se tutto va bene, gli rimane fino all’età adulta. Immaginiamo cosa succederebbe se un bambino che impara a camminare, fosse continuamente tormentato dal critico interiore: “guarda come sei stupido, sei caduto! Se non ce l’hai fatta questa volta, non ce la farai mai a rialzarti.“ Impossibile. La natura umana non sarebbe in grado di compiere nessun tipo di progresso, se permettesse a questa voce negativa di prendere il sopravvento.

Ma allora, da dove proviene questa voce? Ricordo un professore al quale presentai le mie prime bozze di dottorato, era uno schizzo niente di finito, e che mi disse: “ ma chi ti credi di essere tu per scrivere questo? Sei un filosofo o un musicologo affermato?” Cosa provoca una frase del genere in una persona giovane? La spinge a fare meglio? Per me no. A meno che non abbia una sicurezza di sé enorme, non proverà mai più a scrivere mezza frase, né ad esprimere un proprio parere o un pensiero. Ho raccontato questo episodio per farti capire, che la voce del critico interiore non sei tu. Noi interiorizziamo lo sguardo critico degli altri, i giudizi che abbiamo sentito, ciò che gli adulti, la famiglia, i genitori o la società ci hanno rispecchiato. È un’immagine negativa che è stata proiettata su di noi e che abbiamo finito per accettare e credere come nostra. A volte sono le idee e le convenzioni sociali dell’immaginario collettivo con le quali ci confrontiamo, per esempio sul tema del proprio aspetto fisico, del successo nella vita e così via..

Come affronto il critico interiore

Quando una voce critica, sia che provenga dall’interno o dall’esterno, si presenta nella mia vita, cerco per prima cosa di percepire che effetto ha su di me. Dopo avere percepito il dolore, la rabbia o la voglia di piangere che provoca, dopo avere respirato e fatto passare del tempo, generalmente riesco a calmarmi. Mi chiedo: ha questa voce una funzione sensata o mi rovina solamente? È una critica costruttiva o distruttiva? Mi sprona a fare una azione intelligente o mi spinge soltanto ad agire e a prendere contromisure nel panico? Posso affermare che questa affermazione sia vera al cento per cento? Una cosa importantissima che ho imparato durante il mio percorso di crescita personale è quanto sia importante abituarsi ad assumere un ruolo di osservatore della propria interiorità, a descrivere e non a giudicare. Questo è l’atteggiamento contrario di ciò che fa il critico interiore che invece giudica in continuazione, e può aiutarti a creare una certa distanza tra te e lui.

A volte, il critico interiore vuole preservarci dal metterci in ridicolo, uscire dalle convenzioni, avere delle delusioni etc. Puoi provare a entrare in dialogo con lui e chiedere: “Da cosa mi vuoi proteggere? Da dove vieni e cosa vuoi da me?” Dialogando con questa voce negativa, viene meno l’identificazione con essa. Ciò rappresenta la svolta per iniziare a diminuire il suo effetto e la sua influenza su di noi. Dal dialogo, di tanto in tanto possono venire fuori pure delle riflessioni e degli spunti interessanti. E se ti senti ridicola a parlare ad alta voce con te stessa, forse ti metterai a ridere e ci metterai dell’umorismo, che non ha mai fatto male a nessuno, anzi aiuta spesso. E ora vorrei sapere da te: sei consapevole di avere una voce critica interiore? E se sì, ti identifichi con essa o no? E come l’affronti?

Con affetto,

Clara

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